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4 curiosità sugli Etruschi che forse non sapevi

By Giugno 18, 2020 No Comments

Ci sono molte curiosità sugli Etruschi che distruggono nel vero senso della parola l’immagine di popolo esclusivamente pacifico e sottomesso che emerge da una lettura troppo approssimativa delle fonti storiche romane.

Gli Etruschi infatti erano un popolo eclettico, multiculturale, che abitava una vasta area della penisola italica.

La formazione della civiltà etrusca, come sostenuto da Massimo Pallottino, grande esperto di etruscologia, avvenne in molti passaggi e fasi, che per lo più ci sono ancora misteriose.

Alcuni elementi però li conosciamo, anche grazie alle moltissime fonti letterarie ed ai reperti archeologici (alcuni bellissimi possono essere ammirati nel Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria) ritrovati nel centro Italia e non solo.

Questi fanno emergere alcune curiosità sugli Etruschi veramente sorprendenti e moderne. Vediamole.

1. Gli etruschi furono feroci pirati temuti nel Mediterraneo

Si crede erroneamente che la civiltà etrusca fosse costituita per lo più da individui dediti alla danza, all’amore libero e al vivere pacifico e godereccio, dandogli la forma quasi di un popolo Hippy di altri tempi.

In realtà anche gli antichi Etruschi seppero difendersi in modo onorevole e temibile in situazioni di conflitto, sopratutto in mare.

Un esempio esplicativo dell’anima sanguinaria nascosta nel profondo di alcuni appartenenti a questo popolo può essere ritrovato nelle cronache della battaglia di Aleria (o Alalia), vinta dagli Etruschi e dai Cartaginesi contro i Focesi, nel 540 A.c. circa.

Si mossero contro il popolo greco con ben 60 navi per uno, affondando ben 40 delle imbarcazioni nemiche.

Alla vittoria, Cartaginesi ed Etruschi si spartirono gli uomini da veri pirati e ai secondi spettò il gruppo più grande di prigionieri.

Se la storia terminasse qui sarebbe semplicemente un racconto di guerra, ma la vera sorpresa è nel finale.

I soldati etruschi vincitori portarono tutti gli ostaggi Focesi a riva e sulla terra ferma li lapidarono senza pietà.

Un scena da veri pirati sanguinari.

2. Le donne etrusche erano autonome e libere

Le donne etrusche vengono descritte dai Greci come svergognate e di facili costumi, ma bisogna anche comprendere il punto di vista di questo popolo, molto più restrittivo nei costumi femminili.

Le Etrusche erano in realtà libere ed attive tanto che era loro permesso di partecipare a cerimonie pubbliche e banchetti assieme ai propri mariti, contrariamente a quanto avveniva fra Romani e Greci.

Ad esempio Properzio, poeta latino originario dell’area di Assisi, racconta un breve aneddoto che ha quasi l’aspetto di una favola: narra di una principessa etrusca che innamoratasi di un giovane bellissimo a prima vista, solo vedendolo passare per la strada, lo aveva fatto cercare ovunque dal suo seguito per poterlo sposare.

Una specie di Cenerentola di altri tempi, declinata in chiave femminile, che però ci fa comprendere molto su quanto le Etrusche potessero osare rispetto all’epoca.

Le donne del popolo etrusco erano anche acculturate, spesso capaci di leggere e scrivere. Lo testimoniano alcune brevi iscrizioni e dediche presenti su oggetti tipici della toletta e della routine quotidiana femminile di allora, come specchi e pettini.

Potevano anche possedere oggetti propri e gestire attività commerciali senza la presenza di un uomo responsabile.

Una visione del femminile modernissima, che per molto è rimasta sepolta sotto i più noti usi e costumi romani.

3. Gli schiavi venivano trattati in modo più umano

Chiaramente, la parola schiavo racchiude un rapporto di proprietà e subordinazione, ma la schiavitù per la civiltà etrusca era qualcosa di molto differente rispetto alla concezione greco-romana.

Questi subordinati solitamente venivano trattati con rispetto e cura, nonostante fossero privi di diritti civili e politici.

Agli schiavi di una famiglia etrusca veniva solitamente fornita un’abitazione comoda e dignitosa ed un giusto vitto.

In più alcune rappresentazioni tombali raffigurano schiavi vestiti addirittura in modo raffinato.

Per gli Etruschi erano infatti manodopera molto specializzata e costosa, selezionata con scrupolosità per sesso, età, conformazione fisica, abilità, ecc.

La morte o perdita dello schiavo e quindi delle sue competenze corrispondevano ad una perdita economica, certamente non desiderabile per il padrone.

Per questo pare che le punizioni corporali, comunque esistenti, e la severità fossero molto più blande rispetto agli standard di altri popoli contemporanei.

4. Lingua e scrittura: la più grande curiosità sugli etruschi

La lingua etrusca  resta ancora oggi per lo più indecifrata.

Si conoscono alcune regole riguardanti la fonetica ed il tipo di scrittura utilizzato ma il significato di tanti termini è ancora oscuro.

Sappiamo che non era una lingua indoeuropea il che fa pensare ad un’origine addirittura orientale o comunque un residuo della migrazione di popolazioni non indoeuropee nelle aree del centro Italia.

Altra curiosità, in realtà non c’è molto da leggere in lingua etrusca. Sono veramente pochissime le iscrizioni rinvenute in tutta Italia: questa è una delle ragioni che impedisce di continuare il lavoro di interpretazione.

Un reperto importantissimo in questo senso è il così detto Cippo Perugino, una stele di scrittura etrusca risalente probabilmente al III o II sec. A.c.

Fu rinvenuto nella zona di San Marco, a Perugia ed è una grossa pietra rettangolare sulle cui facce è trascritto un semplice documento d’archivio, riguardante la spartizione dei confini fra due famiglie. Praticamente un accordo di buon vicinato.

Questo e pochi altri reperti ci permettono oggi di continuare a studiare un popolo affascinante, che sembra nascondere molte sorprese e segreti. Oggi ne abbiamo svelati alcuni.